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Filottrano
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Tempo visita stimato: 1/2 giornata |
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Filottrano è un'antica e pittoresca città medioevale posta a cavallo tra le province di Ancona e Macerata. Il borgo sorge in posizione panoramica su di un'altura, tra le cittadine di Jesi, Osimo e Cingoli, da dove è possibile godere di suggestivo un panorama che nelle giornate limpide consente di scorgere verso sud ovest la Maiella, il Gran Sasso d'Italia, il san Vicino, il Catria ed il Monte Nerone; e verso est il Monte Conero. Sul suo territorio sono sparse numerose testimonianze di antiche civiltà preistoriche risalenti al V- IV millennio a.C. Occupata dai Piceni queste terre furono successivamente conquistate dai Celti, Galli Senoni tanto che oggi l’antico insediamento di Filottrano rappresenta uno dei siti archeologici celtici più interessanti d’Italia. I Celti si stabilirono sulle sponde del "Grande Fiume" (il Musone) intorno al IV sec. a.C. e vi rimasero per lungo tempo fino a che l’arrivo dei Romani intorno al 295 a.C. ne causò la cacciata e diede una nuova impronta romana al territorio. In queste terre particolarmente ricche, i romani fondando numerose colonie fra cui Veragra che secondo le leggende cittadine si trovava nel territorio della odierna contrada Fratte a monte del torrente Fiumicello. Saccheggiata e parzialmente distrutta, intorno all'anno 568, da Alarico Re dei Goti e successivamente occupata dai Longobardi guidati dal Re Alboino, Veragra riusci ad ottenere una pacifica intesa con la Chiesa di Roma che la governò ridando dignità alla sua popolazione. Questo periodo si contraddistingue per la costruzione di Chiese e Castelli, si presume infatti che proprio in questa epoca sia stato fondato il "Castello Philiorum Optrani" il Castello dei Figli di Ottrano (condottiero longobardo), dal quale prese vita l’attuale cittadina. Alla fine del secolo anche il Monte dei figli di Ottrano era una repubblica governata da Consoli ed aveva allargato la sua sfera di influenza divenendo il centro più importante nelle terre tra il fiume Musone e il torrente Fiumicello annettendo al suo territorio anche i castelli vicini, come Montoro e Montepolesco. Questo borgo, nel corso dei secoli, ebbe una storia molto turbolenta fatta di saccheggi e distruzioni provocati da soldati di ventura prima e da numerosi scontri con la vicina Osimo, per questioni di confine, poi. L'antico nucleo venne distrutto nell'XI sec. dal marchese Marcualdo di Ancona. Saccheggiato nel 1353 si mise nel 1393 sotto la protezione di Pandolfo Malatesta, ma per questo venne stretto d'assedio da Braccio da Montone nel 1416, che distrusse parzialmente l’abitato. I cittadini con grande tenacia riedificarono più volte il castello e le abitazioni attigue finché il Legato Pontificio Cardinale Albornoz riportò la pace nella zona che venne posta sotto la protezione della Chiesa. Nel 1530 Filottrano pubblicò i suoi "Statuti comunali" per regolamentare la vita cittadina della sua gente; fu in questi anni che vennero edificate le più importanti costruzioni civili e religiose cittadine. Per la sua fiorente economia e per la presenza di importanti famiglie nobili residenti nel territorio, il Pontefice Pio VI, il 24 agosto del 1790 la onorò del titolo di "Città" modificandone il nome "Montis Philiorum Octrani" in Filottrano.
Ogni anno nella città si svolge la rappresentazione storica de “La Contesa dello Stivale”. Questa antica festa ha origini lontanissime: verso la metà del XV sec. ripetuti scontri di confine turbavano i rapporti fra Osimo e Filottrano. Nell'aprile del 1466 il Magistrato di Osimo decise di inviare una spedizione punitiva nella quale furono catturati armenti e imprigionati alcuni nobili filottranesi. Durante la scorreria un osimano, nel fuggire, lasciò un suo stivale, che a Filottrano fu accolto come pegno di vittoria. Lo stivale divenne il simbolo della rivalsa ed ogni anno i giovani filottranesi portavano in giro per le vie del paese su di un cavallo, un fantoccio di paglia che calzava lo storico stivale. Dopo vari giri il fantoccio veniva dato alle fiamme e lo stivale conservato per l'anno successivo. La tradizione rivive ogni anno la prima domenica di agosto con una disputa fra rioni in una corsa per contendersi lo stivale. Un corteo in costume dell'epoca fa da cornice alla contesa che si conclude con il rogo del fantoccio. Tipiche taverne nelle quali vengono serviti piatti tipici e una caratteristica ambientazione medievale completano l’atmosfera della manifestazione.
In Filottrano... Mura castellane Chiesa di S. Francesco Santa Maria Assunta della Pieve. Chiesa di San Michele Arcangelo Chiesa di san Cristoforo. Palazzo Luchetti
Nei dintorni... Santuario della Beata Vergine Maria di Tornazzano
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