Situata sulla costa marchigiana, l'antica “Sena Gallica” venne fondata nel IV secolo a.C. da un mitico "Brenno", condottiero dei Galli Senoni e divenne presto la prima colonia romana lungo la sponda adriatica.
Divenuta un importante centro in età Imperiale, la città, successivamente saccheggiata nel 400 d.C. per mano di Alarico, presto risorse divenendo uno dei fulcri della Pentapoli Marittima e dell'Esarcato di Ravenna.
Eletta a baluardo della Chiesa, nel XII sec. la città conquistò la libertà comunale partecipando attivamente alle lotte del periodo. Di tradizioni ghibelline, subì duri colpi nel Duecento, tanto che Dante (Par. XVI, 75-78) l'annovera fra le città che "termine hanno":
Se tu riguardi Luni e Orbisaglia
come sono ite, e come se ne vanno
di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia,
udir come le schiatte si disfanno
non ti parrà nova cosa né forte,
poscia che le cittadi termine hanno.
Dopo questo periodo rimase per lunghi anni in un avanzato stato di abbandono, ridotta a poche case cadenti devastata dalla malaria e dalle guerre.
Nella seconda metà del XV secolo per mano di Sigismondo Malatesta prima, e di Giovanni della Rovere poi, la città fu riportata all'antico splendore: venne arricchita di opere d'arte e nuove costruzioni, fortificata e munita dell’attuale Rocca Roveresca. Il governo dei Della Rovere si conclude nel 6 novembre 1501, segnando un periodo importante nella storia di Senigallia. La città fu posta a capo di uno Stato, rammodernata non solo dal punto di vista architettonico ma anche viario, rifacendo gran parte delle strade e bonificando la zona paludosa delle Saline.
Il porto di Senigallia acquisì tanto potere da divenire il centro del commercio marittimo del Ducato di Urbino, i portici sul lungofiume sostituirono le potenti mura volute da Guidobaldo II a metà del XVI secolo ed in seguito alla devoluzione del 1631 questa sua attitudine commerciale si estese tutte le località marittime sparse per lo Stato Pontificio.
Nel 1700 la città si popolò a dismisura, tanto che Papa Benedetto XIV ne approvò l’ampliamento, raddoppiando la sua estensione che tornerò a essere uguale a quella della Senigallia romana. Attraverso i secoli la città si abbellì di numerosi tesori d’arte. Nei musei e nelle case patrizie si possono ammirare opere di pittori illustri, dal Perugino al Barocci, dal Brandani al Guercino; tra le opere architettoniche spiccano il Palazzo del Duca e la Rocca Roveresca su disegno di Baccio a Pontelli da un’idea del Laurana, forse uno dei più belli esempi di architettura militare del Rinascimento, ove forza e bellezza sono così compenetrate nell’opera, da essere studiata, assieme al palazzo Ducale di Urbino, dagli architetti e artisti di tutte le corti europee dell’epoca.
Il centro storico della città si trova contornato da pittoreschi portici ercolani che costeggiano il fiume Misa e la Rocca Roveresca. Molto rinomata è la sua lunghissima spiaggia sabbiosa che si prolunga per 12 km ed un porto turistico costituito dalla foce del fiume.
Ogni anno a settembre nella città di Senigallia si svolge la manifestazione denominata “Pane Nostrum”. Durante i giorni della festa, le piazze si trasformano in veri e propri forni all'aperto e la città diviene vetrina delle migliori tradizioni panificatorie delle varie regioni d'Italia e del mondo.
Dal pane abruzzese al Brown Bread, dal pane siciliano alle "Baguettes" per giungere fino alle prelibatezze marchigiane. L’evento si svolge nel centro storico senigalliese, e proprio qui rivivono attraverso le fragranze dei propri pani, le specificità di tanti territori e regioni. Prodotti di qualità fondati su valori e tradizioni antiche che nessuna omologazione culturale potrà mai cancellare o disperdere.
In Senigallia...
Chiesa della Croce
Chiesa di San Martino
Chiesa della Maddalena
Duomo
La Rocca Roveresca
Foro Annonario
Portici Ercolani
Palzzo del Duca e Fontana delle Anatre
Palazzetto Baviera
Palazzo Mastai
Nei dintorni...
Chiesa Convento di S. Maria delle Grazie
Parco archeologico di Suasa Senonum