
|
|

Esanatoglia
|
 |
Tempo visita stimato: 1/2 giornata |
|
|
Questo piccolo borgo medievale sorge sul declivio di un colle e si trova ancora racchiuso nelle sue antiche mura castellane accarezzate dal letto del fiume Esino. Nell'antichità il corso di questo corso d'acqua costituiva il limite sud dei territori occupati dai Galli Senoni che si stabilirono in questi luoghi intorno al V sec a.C. Secondo gli storici il toponimo del fiume sarebbe da attribuirsi ad Esus, d'appellativo celtico del Dio della Guerra, sulle cui rive si presume sia sorto in età romana il primo insediamento della cittadina, identificato con il nome di Aesa. Il nome Esanatoglia è invece un appellativo recente; coniato nel XIX sec. combinando Aesa e Anatolia. Questo termine sostituì il toponimo medievale di Santa Anatolia a sua volta originato dalla Patrona, martirizzata nel III sec. d.C. sotto l’imperatore Decio. Il borgo un tempo soprannominato “città filetta”, a causa della sua forma piuttosto allungata, da lontano appare sovrastato da sette eleganti campanili che percorrono il corso principale da monte a valle. Poche sono le informazioni relative alla storia di questo luogo. Il Castrum di Santa Anatolia, cinto da una primitiva cerchia muraria, fu eretto intorno all’anno Mille con lo scopo di difendere il piccolo borgo agricolo sorto nei pressi della Chiesa Plebale omonima. Nel 1015, come riportato in un documento di quell’epoca riferito a Santa Anatolia, venne fondato il monastero di Sant’Angelo, posto nelle vicinanze del borgo, edificato per volere dal Conte Atto e della moglie Berta. Questo monastero nel medioevo divenne il più importante insediamento religioso di tutta la vallata. I primi Feudatari di Santa Anatolia furono i Malcavalca di Fiuminata. A questi nel 1211, subentrarono gli Ottoni di Matelica che regnarono però per soli tre anni e furono cacciati dai Varano di Camerino per volontà degli stessi cittadini di Santa Anatolia. Intorno al 1443 a seguito di un assedioFrancesco Sforza, aiutato dai matelicesi, riuscì a conquistare, per un breve periodo, il castello di Santa Anatolia distruggendo la fortezza ed i seminando il panico tra i suoi possedimenti. Dalla distruzione non fu immune nemmeno il Monastero di Sant'Angelo e la sua allora famosa biblioteca. La cittadina venne quasi subito riconquistata dai Varano da Camerino, Signori di parte guelfa, che mantennero il potere fino al 1502, quando furono spodestati da Papa Alessandro VI (Borgia). Dopo la presa di possesso da parte della Chiesa, gli eventi del borgo si svolsero parallelamente a quelli dello Stato Pontificio, con alterni momenti di prosperità e decadenza.
In Esanatoglia... Palazzo del Podestà Fontane di San Martino Palazzo dei da Varano Pieve di Santa Anatolia Chiesa di Santa Maria Maddalena Chiesa di Santa Maria di Forte bianco Chiesa dei Cappuccini Chiesa di san Martino Chiesa di S.ta Maria o di S. Agostino Chiesa di San Sebastiano Chiesa della Madonna del Gonfalone Chiesa di Santa Caterina
Nei dintorni... Ruderi dell'Abbazia di Sant'Angelo infra ostia Eremo di San Pietro Eremo di San Cataldo
|
|
|