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Recanati
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Recanati  è un piccola cittadina, situata su di un colle della dorsale che separa le valli dei fiumi Musone e Potenza. Fu grazie alla presenza dei  due corsi d’acqua che fu dato il via alla civilizzazione e allo sviluppo di questo territorio. L’orgine dei primi insediamenti è sicuramente antecedente all’arrivo dei Piceni  che qui si stanziarono ed edificarono i loro abitazioni sulle rovine di primitivi insediamenti.
La cittadina sorse sotto forma di comune intorno al XII sec., quando i signori di tre alture (Monte Volpino, Monte San Vito, Monte Morell ) decisero di unire i loro centri abitati.
Intorno al 1290 la città si proclamò Repubblica indipendente dallo Stato Pontificio e venne chiamata dagli abitanti di Firenze, col nome di  Justissima Civitas.
Agli inizi della lotta per le investiture, il comune appoggiò Federico II ed in cambio ottenne la licenza di edificare un porto tra le foci dell' Aspio e del Potenza, l’attuale Porto Recanati.
Durante il periodo delle aspre lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline, la città dapprima si alleò con la fazione ghibellina e poi passò invece a quella guelfa, schierandosi  dalla parte dei vescovi e del Papa. Questo le valse il diritto a chiamarsi Città e di battere propria moneta.
Recanati, nel XV sec., divenne famosa a tutto il mondo d’allora, per l’importanza e la magnificenza della sua fiera, che attirava mercanti provenenti da ogni dove: Francia, Spagna, Olanda ecc.
Eretta sul crinale di un colle, la cittadina venne in quel tempo attorniata da una possente cinta muraria, successivamente rinforzata con l’ingresso in città di Francesco Sforza.   
Quando venne unita alla sede episcopale di Loreto, la fama della città iniziò a decadere. Nel 1798 venne occupata da Napoleone e, nel 1808, fu annessa al Regno Italico.  Ritornata allo Stato della Chiesa dopo il Congresso di Vienna, fu conquistata nel 1860 dall'esercito piemontese ed entrò definitivamente a far parte del nuovissimo Regno d' Italia.

Il borgo di Recanati vive nel ricordo del celebre Poeta, Giacomo Leopardi importante autore dell’ottocento italiano. Questi, da molti definito il poeta triste, con la sua poesia seppe esprimere i sogni e lo slancio della giovinezza nel tentativo di comprendere ed approfondire le radici e le giustificazioni della vita. Le strade, le piazze e le torri di questo borgo evocano le suggestioni leopardiane, così ben rappresentate nelle sue opere.
A Recanati esiste ancora la casa della famiglia Leopardi e alcune piazze e vie sono chiamate con i titoli delle più famose poesie dell'illustre concittadino.
Monumenti

In Recanati...
Torre del Borgo
Museo "Beniamino Gigli"
Biblioteca e Museo "Giacomo Leopardi"
Museo Centro Nazionale Studi Leopardiani
Museo Diocesano
Museo Civico Villa Colloredo Mels
Museo d´Arte Contemporanea e dei Pittori dell´Emigrazione Complesso Sant´Agostino
Palazzo Leopardi
Monte Tabor
Chiesa  e Torre di Sant'Agostino
Cattedrale di San Flaviano
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Vito

Nei dintorni...
Castello di Montefiore
Chiesa di Santa Maria de recaneto in Castelnuovo