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San Ginesio
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Tempo visita stimato: 1 giorno |
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Questo incantevole borgo medievale è posto su di un colle adagiato sul versante sinistro della valle del Piastrella. Da qui è possibile godere di un ampio panorama che spazia dai monti Azzurri al promontorio del monte Conero affacciato sul Mare Adriaticoe più in là fino al Gran Sasso d’Italia. Il suo toponimo deriva dal nome del patrono, Lucio Ginesio, martire romano, che fu attore, musico e mimo. Questi visse sotto l'imperatore Diocleziano (284-305) il quale lo fece decapitare, nonostante gli fosse molto caro, perché, dopo aver a lungo deriso i cristiani durante i suoi spettacoli, improvvisamente si convertì alla nuova fede. Le sue spoglie riposano ancora oggi nella Collegiata, in una cassa chiusa da un sistema di complicati giochi di serrature e pesanti catene. Il borgo dal tipico aspetto medievale presenta una struttura urbanistica composta da ampi tratti dell’antica cerchia muraria, risalente al sec XII, intervallata da torrioni e baluardi sulle quali si aprono le quattro, un tempo otto, magnifiche porte. Fin dai primi scritti riguardanti questa città vengono esaltate le caratteristiche principe del suo territorio ricco di peculiarità ambientali e la vivacità civile dei suoi abitanti. L’origine della cittadina risalirebbe al VII sec. d.C., ma le prime notizie sull'oppidum Esculanum, primitivo nome della cittadina, successivamente trasformato in Castello di Sanginesio, risalgono alla fine del X secolo. In origine l’insediamento sorse come un insieme disordinato di edifici intorno al castello, con già due sul suo territorio quella di San Michele e quella di San Pietro, entrambe collocate nel «Caput Castri», il quartiere dove un tempo risiedeva la nobiltà. Agli inizi del XIII sec. in città venne istituito un corpo di canonici della Collegiata, ad identificare il grado di agiatezza e vitalità raggiunta dall'amministrazione. Divenuto libero comune nel XII sec., la sua storia fu spesso tormentata dalle frequenti lotte tra le famiglie rivali, sostenendo numerosi scontri con le città di Fermo, Tolentino, Belforte, Matelica e Ascoli. A metà dello stesso secolo San Ginesio grazie alle imponenti opere di fortificazione, venne eretta la cinta muraria sulle quali furono aperte otto le porte d’acceso, la città raggiunse una popolazione di 27 mila abitanti. Nella metà del XIII sec. la città venne infeudata dal Cardinale Albornoz alla potente famiglia camerinense dei Da Varano, che mantennero la loro influenza fino agli inizi del XV sec. Questo fu per la città un periodo molto contraddittorio, infatti gli abitanti non vedevano di buon occhio il dominio dei Conti tanto che in varie occasioni cercarono di ribellarsi. Durante un di queste sommosse ben 300 cittadini ginesini furono costretti all’esilio. Questi rifugiatisi in Siena tennero un comportamento tanto esemplare da indurre i senesi ad abbracciare la loro causa presso le magistrature comunali, le quali acconsentirono al loro rientro in patria. Liberatasi dai Da Varano la cittadina, 1434, dovette subire l’assedio degli Sforza, fino a che gli abitanti del borgo, esausti per le continue guerre a cui erano sottoposti, decisero di porsi sotto la protezione dello Stato della Chiesa. Nel 1458, Papa Pio II approvò il nuovo ordinamento municipale redatto sul modello senese. Con l’annessione allo Stato della Chiesa il fermento e la creatività di questa cittadina andò affievolendosi mano a mano che il saldo e rassicurante l'abbraccio dell'efficiente amministrazione dello Stato della Chiesa andava aumentando. Più tardi nel 1828, gli abitanti di San Ginesio si tassano per sostenere le spese per la richiesta al Papa della promozione a città, ma questa azione non andò a buon fine. Lo Stato della Chiesa continuò ad esercitare il proprio controllo su San Ginesio fino all’annessione al Regno d’Italia nel 1860.
Ogni anno, a metà agosto, si svolge a San Ginesio la manifestazione che vede protagonisti i quattro rioni della città: Alvaneto, Ascarana, Offuna, Picena. L’evento si svolge in due fasi: al mattino viene rievocata la tradizione religiosa e storica, nel rispetto delle antiche tradizioni; nel pomeriggio, in una tipica scenografia medievale, ha luogo la gara tra i rioni che si sfidano nella giostra equestre dell’anello. Fanno da cornice all'esibizione gli sbandieratori e le pittoresche danze medioevali. Nei giorni antecedenti il Palio si svolge la manifestazione Ferro e Fuoco, nel corso della quale è possibile respirare l’antica atmosfera del passato; per le strade e le piazze del centro storico, si animano di giochi, spettacoli antichi e taverne che offrono le gustose specialità di queste incantevoli terre.
In San Ginesio... Le mura castellane Le Porte castellane Osepdale dei Pellegrini La Collegiata San Francesco Chiesa di San Tommaso San Gregorio Intra Moenia
Nei dintorni... Abbazia delle Macchie (Loc. Macchie) Santuario di San Liberato Convento e Chiesa di Santa Maria Delle Grazie Convento di Fiolce Il Borgo di Sarnano Il Borgo di Belforte del Chienti Il Borgo di Cessapalombo Il Borgo di Gualdo Il Borgo di Monte San Martino Il Borgo di Penna san Giovanni Il Borgo di Ripe San Ginesio Il Borgo di Sant'Angelo in Pontano
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