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Barchi
Tempo visita stimato:
1/2 giornata
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Il borgo di Barchi è posto nel cuore dell'Alta Valmarecchia e sorge in una zona caratterizzata da una folta vegetazione. Il territorio comunale, quasi interamente collinare si estende all’interno del crinale che separa il corso dei fiumi Metauro e Cesano. Nella parte antica il borgo si trova ancora circondato da alte mura fiancheggiate da un camminamento interno per l’intero perimetro che consente di ammirare nelle giornate di maggior limpidezza i panorami che vanno da San Marino al Conero e dal Catria all’Adriatico.
Il castello è dominato da una poderosa torre a base quadrata culminante in una cuspide esagonale.
Le origini del paese sono fatte risalire ai Pelasgi e ad altre antiche popolazioni come gli Etruschi e gli Umbri.  
Queste terre furono invase dai Galli Senoni stabilitisi nella maggior parte della provincia, divenendo in seguito campo di battaglia per le truppe dell'esercito romano. Fu proprio tra queste colline che con molta probabilità si svolse, nel 207 a.C., la celebre "Battaglia del Metauro" contro gli uomini di Asdrubale. La posizione strategica in cui si trova il territorio di Barchi, a metà strada fra le due grandi città romane di Forum Semproni e Suasa, in passato favorì l’insediamento di ville e fattorie romane nella zona.
Durante la dominazione romana Barchi  conobbe un lungo periodo di pace e prosperità fino all'arrivo dei Visigoti. Dopo la distruzione di Suasa per mano degli stessi Visigoti di Alarico (409 d.C.), i superstiti si rifugiarono sulle colline circostanti dove costruirono i primi nuclei e villaggi tra i quali anche Barchi.
Queste terre subirono grandi mutazioni dal passaggio e dall’insediamento delle varie popolazioni dando origine ad un vero e proprio nuovo popolo, il quale ben presto adottò la religione cristiana diffusasi già intorno al IV sec.
In seguito alla vittoria dei Bizantini nella guerra gotica del VI sec. combattuta contro gli Ostrogoti, Barchi entrò a far parte dell’esarcato di Ravenna e della "provincia" della Pentapoli  composta dalle città di Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia ed Ancona. Più tardi questi territori subirono la dominazione dei Longobardi di re Astolfo (752) e dei Franchi di Pipino il Breve (755), i quali assoggettarono le terre di Baschi al dominio dello Stato della Chiesa.
La costruzione delle prime fortificazioni intorno al villaggio barchiese, risalgono probabilmente al XII sec., quando entrò a far parte in qualità di castello del comitato di Fano (1162).
Il XII e XIII sec. non furono periodi molto felici per Barchi, la sua popolazione venne decimata e martoriata dalla peste, dalle carestie e dai passaggi delle Compagnie di ventura.
Dal 1309 al 1377 con il trasferimento dei Papi da Roma ad Avignone iniziò anche nella nostra una serie incessante di sanguinose lotte per il dominio sui vari castelli fra i numerosi e bellicosi signori locali, fra i quali: gli Sforza, i Malatesta, gli Ordelaffi, i Montefeltro e gli Aragona di Napoli, che guidarono le truppe pontificie.
Nel 1446 a termine delle lunghe guerre, Sigismondo Malatesta ottenne da papa Eugenio IV l’investitura del territorio di Fano e del vicariato Cesanense che comprendeva anche il castello di Barchi. Nell’estate del 1457 il Duca d’Urbino Federico III di Montefeltro decise di invadere il territorio dei Malatesta occupando anche il castello di Barchi.
Un documento del Settecento sulla vita di Federico, viene così descritto l’assedio:
"... (Federico di Montefeltro) s’appresso’ a Barchi, castello assai grosso, posto sull’alto, e si per natura, come per umana industria, secondo que’ tempi assai forte; onde per essere convenientemente presidiato, mentre l’esercito fu lontano, ancorché amorevolmente esortato a rendersi ebbe ardire di resistere..."
Entrato nell’orbita del Ducato di Urbino, vi rimase per quasi due secoli. Furono questi anni che videro aumentare il benessere della popolazione ed abbellirsi sempre più il Castello.
Fu eretta la Torre del Palazzo municipale, furono costruiti il Palazzo Ducale, il Palazzo del Tribunale; furono istituiti l’Ufficio dei Notai, di Gabelliere, la Caserma, le Carceri e la Farmacia.
Gli unici momenti di crisi furono dovuti ai colpi di mano effettuati da Cesare Borgia nel 1502 e da Lorenzo De’ Medici nel 1516. Il Principe mediceo fu sconfitto nell’anno 1517 proprio a Barchi dalle armi del Marchese di Mantova, alleato dei rovereschi.
Nel 1550 il castello fu concesso in feudo al Conte Pietro Bonarelli Della Rovere di Ancona che, per l’occasione, fu nominato Marchese di Barchi.
Nel 1631 con l’estinzione della casata dei Della Rovere, l’intero ducato di Urbino entrò a far parte dello stato Pontificio. Il 1600 ed il 1700 furono secoli tranquilli da un punto di vista politico militare ma non mancarono i grandi flagelli delle epidemie, carestie, siccità, terremoti...
Dal 1797 le truppe napoleoniche invasero queste zone, le depredarono, sciolsero le famiglie monastiche e le corporazioni religiose confiscando i loro beni, razziarono le chiese ed i monumenti barchiesi ed istituirono una nuova amministrazione in sostituzione di quella Pontificia.
Dal 1814 il paese tornò di nuovo a far parte dello Stato della Chiesa fino al 1860, anno in cui le Marche furono incluse nel nascente Stato nazionale.
Queste terre sono ancora oggi percorse da credenze a leggende che hanno caratterizzato la storia e le abitudini del luogo fin dai tempi antichi. La più famosa e strana è quella della "famiglia" dei Folletti e del suo rappresentante barchiese chiamato lo "Sprevengl".  
Questi, secondo la leggenda, si presenta come un esserino minuscolo, ma molto pesante, che compare la notte a turbare i sonni delle persone, salendo fin sopra il petto della vittima, così da impedirgli di risvegliarsi. Se il malcapitato ha modo di divincolarsi dalla dolorosissima e soffocante morsa dello "Sprevengl", quando ancora questo è sul suo petto, può riuscire a privarlo del suo caratteristico berretto rosso, acquistando così la possibilità di esprimere tre desideri: il Folletto sarà costretto ad esaudirli per riavere il suo berretto. Nel caso in cui non riesca mai a catturare il piccolo copricapo scarlatto, sembra che l’unico rimedio per liberarsi dello "Sprevengl", sia quello di mangiare della mollica di pane mentre si sta defecando!!
Monumenti

In Barchi...
Il Castello
Palazzo Ducale
Collegiata della SS. Resurrezione
Chiesa di sant'Antonio
Chiesa della Madonna di Rafaneto
Sacrario della Madonna del Soldato
Grotte e Sotterranei del Castello
Fonte di San Giuseppe

Nei dintorni...
S. Bartolo
Vergineto Alto
Vergineto Basso
Villa di Monte