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Fossombrone
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Il borgo di Fossombrone si estende sulla riva destra del fiume Metauro in una area incastonata tra pianura e collina. L’abitato si trova chiuso tra le pendici delle Cesane da una parte ed il ripido versante del colle dei Cappuccini dall’altra.
Scrutando da lontano, la città appare caratterizzata dall’imponente cima del colle di Sant’Aldebrando, sulla quale si innalzano i ruderi della rocca malatestiano-feltresca che domina la serie sottostante di tetti multicolori tra cui sporgono i campanili delle maggiori chiese e le facciate degli edifici nobili.
La cittadina  è posta sull’antico sito ove sorse, durante il processo di romanizzazione del territorio metaurense operato da Gaio Sempronio Gracco, l’abitato romano di  Forum Sempronii.
Divenuto municipium intorno al I sec. a.C., con l’ascrizione dei sui abitanti alla tribù Pollia, per la sua posizione sulla strada consolare Flaminia, l’abitato attraversò un periodo di particolare prosperità nei due secoli a venire.
Devastata dal passaggio dei Goti nel V sec., intorno al VI sec. , durante la dominazione bizantina, l’insediamento di Fossombrone, insieme ad Urbino, Cagli, Gubbio, Jesi, fu sottoposto alla Pentapoli Annonaria soggetta all'esarcato di Ravenna. Con il successivo passaggio dei Longobardi di Liutprando, il centro fu definitivamente distrutto e gli abitanti, scampati al massacro e rifugiatisi sul colle di S. Aldebrando, diedero vita ad un nuovo insediamento.
A differenza dei centri della zona,  Fossombrone entrò a far parte dei domini della Chiesa soltanto nel 999, anno in cui passò sotto il potere di Papa Silvestro II.
All’inizio del  XIII sec. sotto il pontificato di Innocenzo III, la cittadina divenne feudo di Azzo VI d’Este, passando di mano in mano dapprima al figlio Aldobrandino e poi ad Azzo VII.
Nel 1228 la famiglia Este per difendere meglio le terre di Fossombrone dai propositi espansionistici dei vicini signori,  subinfeudarono la città al vescovo Monaldo. Questo però non impedì, nel 1304, a Ferrantino e Pandolfo Malatesta di impadronirsi di Fossombrone, iniziando così il dominio malatestiano. Sotto questa casata l’abitato venne fortificato  per meglio difenderlo dalle incursioni dei capitani di ventura che iniziavano a diffondersi in tutte le Marche.
Nel 1445, Galeazzo Malatesta vendette Fossombrone a Federico di Montefeltro, conte d'Urbino. Il dominio dei Duchi durò per circa due secoli, consentendo alla cittadina di attraversare un periodo di particolare prosperità e di rinnovamento edilizio: si realizzarono le tre corti ducali (Alta, Bassa, Rossa), il palazzo vescovile, il palazzo comunale, la Chiesa di San Filippo ed importanti edifici privati.
Per mano dei  duchi Della Rovere,  succeduti ai Montefeltro, la città venne ampliata,  tanto che nel 1616 l’abitato fu allargato fino alla zona pianeggiante al di sotto del colle per poi scendere verso il fiume Metauro.
Nel 1631 estinta la famigli Della Rovere,  Fossombrone insieme all’intero ducato d’Urbino passò sotto il diretto controllo della Chiesa. Questi furono anni senza particolari eventi nella storia di Fossombrone salvo per la notevole importanza economica assunta tra il XVIII-XIX sec. grazie allo sviluppo della lavorazione della seta.
Nel 1860,  Fossombrone, entrò definitivamente  a far parte del Regno d'Italia.
Monumenti

In Fossombrone...
Palazzo Vescovile
Palazzo Comunale
Cattedrale
Chiesa di Sant'Agostino
Chiesa di San Filippo
Rocca
Corte Alta
Corte Bassa

Nei dintorni...
Montalto Tarugo
Torricella
Isola di Fano
Isola del Piano
Colle dei Cappuccini
Le marmitte dei giganti a S. Lazzaro di Fossombrone