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Orciano Di Pesaro
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Tempo visita stimato: 1/2 giornata |
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Il borgo di Orciano si trova disteso sul crinale di una collina posto fra la valle del Metauro e quella del Cesano, tra le alture che lentamente digradano verso il mare Adriatico. In lontananza l'abitato appare come un unico agglomerato che si stringe intorno all'antico castello sul quale svettano due slanciate torri campanarie e il lungo borgo con i fabbricati più recenti. Nella vicina piana, posto al di sopra di un colle sorge l’antico castello di Montebello, ancora cinto dalle mura medioevali, al cui interno si snodano con un andamento quasi circolare, importanti edifici rinascimentali, purtroppo in grave stato di degrado, ma che ancora mostrano i segni di un ricco e importante passato. La tranquillità del verde che circonda questi borghi e le antiche tradizioni che ancora sopravvivono, consentono a queste terre di mantenere un sapore di tempi perduti non contaminati dai ritmi della vita moderna. Secondo alcuni storici si farebbero risalire le antiche origini di un primo nucleo abitato all’età romana ad opera di un gruppo di Cartaginesi erranti, scampati alla sconfitta subita dagli eserciti Romani nella battaglia sul fiume Metauro, avvenuta nel 207 a.C. Certo è invece che nel secolo VII l’abitato faceva parte dei possedimenti dell'esarcato di Ravenna. Questi donò la pieve e la metà del castello di Orciano al monastero fanese di San Martino sotto la cui giurisdizione rimase per tre secoli. Soltanto con l’arrivo di Federico Barbarossa alla fine del XII secolo, durante il periodo delle lotte comunali, il monastero venne spogliato di questi privilegi e l’intero abitato fu posto sotto il governo della città di Fano. Dopo alterne vicende, nel 1306, il borgo venne occupato una prima volta dai Malatesta e successivamente, nel 1343, direttamente da Galeotto Malatesta che fece saccheggiare la cittadina dalle proprie truppe per vendicarsi della ribellione capeggiata dagli abitanti di Orciano stessa, intrapresa a causa delle ingenti tasse imposte a tutta la popolazione del contado fanese. Galeotto riuscì successivamente a riguadagnarsi la simpatia degli orcianesi elargendo loro doni, facendo erigere la porta denominata "di sotto" e la torre malatestiana. Nel 1462, il dominio dei Malatesta su Orciano si concluse con la sconfitta inflitta da Federico da Montefeltro a Sigismondo costringendolo al ritiro nella signoria riminese, lasciando il castello al diretto governo della Chiesa. Nei mesi successivi il borgo, insieme a tutto il vicariato di Mondavio, venne concesso in feudo da Pio Il, con bolla papale del 1463, al duca di Amalfi Antonio D’Aragona Piccolomini, suo nipote. Dopo il successivo passaggio al governatore di Fano e alla Chiesa, nel 1474, Giovanni Della Rovere stabilì il proprio potere su questo castello. Il governo della famiglia roveresca conobbe la breve ma violenta parentesi del dominio di Cesare Borgia e la successiva incursione del duca Lorenzo de’ Medici che ad Orciano, per qualche tempo, stabilì la sua residenza e quella dei suoi capitani, tra i quali il famoso condottiero Giovanni dalle Bande Nere. Liberato dall’assedio dei Medici, il castello entrò a far parte dei possedimenti dei Della Rovere. Nel 1550, Guidubaldo II Della Rovere cedette il comune in feudo al conte Antonio Landriani e successivamente al conte Prospero Bonarelli a cui però fu tolto nel 1574, ritornando in mani roveresche. Quando la casata dei Della Rovere si estinse, nel 1631, il feudo tornò di nuovo nelle mani dello Stato Pontificio che lo resse con alterne vicende fino all’annessione al Regno d’Italia avvenuta nel 1860. Le botteghe artigianali di Orciano appartengono ad un’antichissima tradizione. In particolare quelle dei cordai dei numerosi mercati di cui si ha notizia già dal 1352. Per celebrare queste antiche arti, ogni anno in agosto si svolge ad Orciano la manifestazione denominata “Mercato antico di San Rocco”. In quest’occasione l’intera società ottocentesca riappare come per magia nell’antico castello di Orciano, addobbato e messo a lucido per l’occasione. Nei vicoli del centro storico si riaprono le cantine, le taverne e le botteghe di antichi mestieri: il cordaio, il ramaio, il vetraio e tanti altri mestieri oggi quasi scomparsi dal mondo del lavoro. Gli stili predominanti sono il Barocco ed il Rococò. La locanda e la taverna offrono ai visitatori piatti tipici legati strettamente all’epoca mentre bancarelle addobbate propongono prodotti della campagna e dei laboratori artigianali.
In Orciano di Pesaro... La Torre Malatestiana Chiesa di Santa Maria Novella Il borgo e le mura
Nei dintorni... Castello di Montebello Rupoli Chiesa del Pianello
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