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Saltara
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Tempo visita stimato: 1/2 giornata |
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Il borgo di Saltara è posto su di un fertile colle che domina la bassa Valle del Metauro. Sull’origine del suo nome esistono molte teorie alcune delle quali appartengono al mito. Infatti, secondo questa versione, il nome Saltara deriverebbe da “Saltus arae”, a ricordo di un altare innalzato dagli antichi abitanti per placare con sacrifici un dragone che abitava i boschi della zona; in realtà è molto probabile che invece derivi dal vocabolo latino Saltarius, che significa guardiapascoli, sorvegliante forestale, ad indicare l’antica radice di questi luoghi un tempo immersi in una natura selvaggia. Il borgo ancora cinto da eleganti mura, si sviluppa al suo interno lungo le strette viuzze e le vecchie case che costituivano l'antico 'castello'. Di particolare interesse, oltre all’elegante palazzo Balì e alla Torre Malatestiana, è la stupenda scalinata di ben 66 gradini a più rampe che da accesso al borgo e conduce al lungo portico a galleria dove un tempo si svolgevano importanti fiere-mercato, conosciute in tutta la bassa e media valle metaurense. Il territorio del comune di Saltara, attraversato nel fondovalle dalla Consolare Flaminia, conserva ancora oggi le testimonianze di una diffusa presenza in epoca romana, a riprova sono le numerose tracce di ville rustiche sparse nelle campagne oltre alla mutatio. Grazie all’antica via romana, infatti, il borgo poté svilupparsi traendo beneficio dai commerci che la consolare favoriva, tanto che nei pressi della località Posta Vecchia con tutta probabilità era situata una "mutatio ad Octavo", una stazione di posta dove venivano cambiati i cavalli dei convogli postali.
Il primo documento storicamente attendibile in cui compare il nome di "Saltara" è una bolla papale di Papa Giovanni VII (872-882) nella quale questo luogo viene citato fra tanti paesi e territori: il suo nome era Mansum Saltariae ed apparteneva alla Badia di S.Paterniano di Fano. La storia della località, conobbe il suo massimo splendore nel periodo medioevale. Nato come comune organizzato verso all'inizio del XII secolo, già nel 1139 la sua chiesa di San Martino di Saltara ("ecclesiam Sancti Martini de Exaltaria) compariva in alcuni scritti che ne comprovavano il possesso al Monastero di Fonte Avellana e nel 1176, in un successivo atto, Saltara era definita in qualità di castello ("castrum"). Nel 1283 venne assoggettata soggetta al Comune di Fano che per essa nominò un capitano posto a capo del castello. Da tale data Saltara seguì le sorti di Fano, prima assoggettata alla signoria malatestiana e poi allo Stato della Chiesa, direttamente dipendente da Roma nell’ambito della "libertas ecclesiastica" fino a diventare Comune dopo l’unità d’Italia.
In Saltara... Mercati coperti Torre civica Chiesa del SS. Sacramento Chiesa di S. Pietro Celestino
Nei dintorni... Chiesa-santuario della Madonna della Villa Chiesa di S.Francesco in Rovereto Villa del Balì Montemaggiore
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